
L’elettrificazione dei veicoli di manutenzione ferroviaria rappresenta una delle frontiere più interessanti e complesse della transizione ecologica nel settore ferroviario
Mentre l’alimentazione tramite catenaria è da decenni lo standard per i treni passeggeri e merci, la situazione è molto diversa per i veicoli da cantiere e di manutenzione, che storicamente sono stati dominati dai motori diesel.
Oggi, la spinta verso l’elettrificazione di questi veicoli risponde a tre esigenze fondamentali:
- Emissioni zero nelle gallerie: lavorare nelle gallerie con motori a combustione interna richiede sistemi di ventilazione costosi e complessi per proteggere la salute dei lavoratori.
- Riduzione del rumore: gran parte dei lavori di manutenzione si svolge di notte nelle aree urbane; i motori elettrici riducono drasticamente l’inquinamento acustico.
- Decarbonizzazione: allineare la flotta di manutenzione agli obiettivi climatici globali.
Dromos ha sviluppato una gamma di riduttori per assi ferroviari progettati specificamente per azionamenti elettrici, utilizzando un approccio orientato all’integrazione, sia per motori elettrici asincroni che sincroni.


Integrazione di motori elettrici asincroni
Caratterizzata da una configurazione del riduttore già modulare in termini di diametro dell’asse e, di conseguenza, di capacità di carico dell’asse. In questo caso, il motore è supportato direttamente dal riduttore e integrato con un giunto rigido per l’isolamento elettrico, che funge anche da limitatore di coppia in ingresso. La gamma di rapporti duali — per la velocità di lavoro e quella di marcia — può essere configurata in vari modi utilizzando un riduttore planetario aggiuntivo per garantire prestazioni di coppia e dimensioni compatte.
Integrazione di motori elettrici sincroni
Sempre più diffusa nei veicoli alimentati a batteria grazie alla loro efficienza e densità di potenza estremamente elevate. Questa configurazione offre una gestione ottimizzata del numero di giri in ingresso e flange di integrazione del motore modulari per ottenere l’ingombro più compatto possibile.

